domenica 19 aprile 2009

Lezioni di erbe: il signor Sciopetin



Le erbe selvatiche mi fanno morire... perchè sanno di desueto...di qualcosa che pian piano si dimentica .,.. per il fatto che siamo assuefatti della standardizzazione delle nostre vite... sapori usi e costumi compresi....

Mio marito mi dice sempre che nell'immagine della nostra vecchiaia mi vede con il cestino in mano a raccogliere tutto quello madre natura ci riesce ancora ad offrire....

ma mi mancano le basi... anche se anno dopo anno riconosco sempre più piante e pian pianino le sperimento assaporo e imprimo nella memoria...

Settimana scorsa mi hanno mostrato questa piantina ( della quale sono "infestati" i campi del villaggio....)e io subito sono partita alla raccolta senza nemmeno sapere che sapore potesse avere... non importa... lo scoprirò dopo poco... mi fido....

i nomi sono molti... ognuno contribuisce con il nomignolo dato nella regione da cui proviene.. grisol sciopetin scuscet .... in italiano o meglio in latino... Silene Vulgaris..
Ringrazio Barbara per il suggerimento!!!



Ho preparato 2 ricette semplicissime....



Tortino morbido ricotta e sciopetin


Un mazzo di sciopetin
3 uova
70 gr di ricotta vacina
sale pepe
2 cucchiai di parmigiano grattato
olio
aglio
Pulire gli sciopetin staccando le punte e dopo averli lavati passarli in padella con un cucchiaio di olio e uno spicchio di aglio. Sbattere i tuorli delle uova aggiungere la ricotta il parmigiano e le erbette precedentemente cotte. Aggiustare di sale e pepe.

A parte montare le chiare a neve e amalgamare facendo attenzione a non farlo smontare dal basso verso l'alto all'altro composto.
Disporre su 6 coppette imburrate e infonare a 180°C per una decina di minuti.

Risotto mantecato al caprino e sciopetin (per 2)




180 gr di riso vialone nano
un mazzo di sciopetin
brodo vegetale 1 litro
30 gr di caprino fresco
olio extra vergine di oliva
1 scalogno
vino bianco qb
Far soffriggere lo scalogno e le cime dello sciopetin in 2 cucchiai di olio di oliva. Aggiungere il riso e sfumare con un goccio di vino bianco secco. Portare a cottura il riso aggiungendo di tanto in tanto il brodo caldo e mescolando. A cotura ultimanta aggiungere il caprino e fare mantecare un paio di minuti prima di sevire.





7 commenti:

  1. che bello aver scoperto il tuo blog e lA tua passione per le erbe di campo.Piacciono tanto anche a me!

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  2. Io li chiamo "carletti"!!! Che buoni...e che nostalgia!

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  3. @Siopina sei la benvenuta...e grazie
    @Virginia ...ora posso aggiungere un nuovo nome... mi piace questa storia...
    Vale

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  4. la particolarità della Silene è che se tocchi il "frutto" quando è maturo lancia fuori i semi, come se fosse un piccolo cannone che non aspetta altro! però non sapevo si potesse mangiare... mmm... ora mi attrezzerò! (con il mio gas stiamo organizzando un corso per il riconoscimento delle erbe selvatiche, non vedo l'ora!!!... infatti, chi lo avrà mai chiesto??)

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  5. anch'io evelyne ho nei miei sogni una cosa del genere... e non vedo l'ora di finire in Toscana dove conosco un sacco di gente con passione simile... chissà sarà l'aria...
    potremmo anche unire le forze nella scoperta collettiva delle erbe... chissà quante se ne possono mangiare....

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  6. io faccio saltare in padella la silene (che a Torino chiamiamo cuiet o erba del cucco)con aglio olio e peperoncino. Aggiungo la pasta cotta (penne o quel che vuoi). E' ottima

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  7. Che bel blog, complimenti!!
    Sono capitata qua passando per 'Croce e Delizia' e... che bella sorpresa!
    Brava brava brava!

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